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  • Novembre 13, 2020

Tipi di marijuana, quali e quanti sono

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La cannabis rappresenta da sempre uno tra gli argomenti maggiormente dibattuti, soprattutto nel campo della distinzione delle diverse tipologie e varietà presenti in natura o coltivate. Capita spesso che alcune specie ed essenze, apparentemente uguali, vengano considerate diverse: ciò accade perché cambiano alcune caratteristiche nei confronti dell’aspetto morfologico e chimico legati alla pianta.

Per questo motivo, molte varietà di cannabis sono in grado di variare il fenotipo rispetto all’area geografica di coltivazione, alle condizioni chimiche del suolo, al clima o all’altitudine.
In quest’ articolo scopriremo quali sono le tipologie di marijuana più diffuse: iniziamo col dire che, in generale, è possibile distinguere tre tipologie comuni di cannabis, che differiscono tra di loro, per proprietà, composizione e forma: queste sono la cannabis sativa, la cannabis indica e la cannabis ruderalis.

La marijuana indica e le specie più diffuse

La cannabis indica è la marijuana più potente in natura. Questo ceppo viene utilizzato prevalentemente per coltivazioni indoor e idroponica, e dispone di livelli di THC molto alti, con concentrazioni che possono raggiungere il 25% a seconda del metodo di coltivazione adottato. La cannabis indica è caratterizzata da piante che assumono una forma triangolare, simili a delle conifere, mantenendosi con dimensioni contenute ed altezze massime di 1.5 metri.

Questa famiglia di marijuana, risale originariamente alle località montuose del Nepal e dell’India e si contraddistingue per la sua particolare robustezza e semplicità nella coltivazione: è infatti in grado di tollerare anche forti stress. Le infiorescenze della marijuana indica sono molto dense e raggiungono notevoli dimensioni: nell’assunzione, questa marijuana causa uno status di benessere e relax su corpo e mente.

Le varietà di cannabis indica sono quindi note per i loro effetti psicotropi rilassanti, in grado di alleviare stress e dolori, per mezzo di sostanze sedative che aiutano a conciliare il sonno. Le varietà più conosciute e diffuse al mondo sono:

  • Critical Kush: genetica indica al 90-100% ha concentrazioni di THC elevate (20-25%) e può causare una sensazione di profondo rilassamento e sonnolenza.
  • LA Confidential: è la specie indica pura per eccellenza e presenta un effetto energizzante e rilassante.
  • Cream Caramel: originaria della Spagna, nasce dall’incrocio tra Blue Black, Maple Leaf Indica e White Rhino e si traduce come una genetica in grado di garantire THC fino al 20% e CBD tra l’1 e l’1,5%.
  • California Hash Plant: qualità indica dalle infiorescenze compatte e THC che si attesta tra l’8 e il 12%.
  • Enemy of The State: genetica indica pura, nata in Afganistan, con spiccati effetti distensivi e rilassanti. Questa varietà è particolarmente apprezzata in ambito ricreativo.
  • Northern Lights: indica con THC al 18%, molto rinfrescante e rilassante.
  • Black Domina: premiata al HC Cup di Valencia, nel 2011, offre tranquillità e relax senza effetti troppo pesanti.
  • OG LA Affie: genetica indica ideale per chi ama rilassarsi senza la sopraffazione di effetti indesiderati.
  • LA Cheese: con profumi dolci e pungenti, questa varietà indica è tra le più conosciute e apprezzate al mondo.

Cannabis sativa: le varietà di questa famiglia

La cannabis sativa si riconosce poiché presenta un’altezza di circa 1,5 metri: è quindi più alta della varietà indica. Si differenzia anche per i rami, decisamente più corti. Originaria delle zone tropicali di Caraibi e Thailandia, questa varietà produce delle infiorescenze meno dense e compatte rispetto alla cannabis indica: una pianta, però, è in grado di produrre un quantitativo superiore ad 1.5 Kg.
Il consumo di cannabis sativa provoca un effetto che agisce prevalentemente sulla mente: altera la percezione e lo stato creativo. Diversamente dalla cannabis indica, quella sativa è meno utilizzata in ambito medico e terapeutico: il suo valore di THC è molto più basso e si attesta intorno agli 1-2%, con picchi massimi del 5%. Le varietà di marijuana sativa più diffuse sono:

  • Chocolope: sativa con aromi delicatissimi e sentori di cioccolato e caffè.
  • Tijuana: sativa quasi pura, utilizzata prevalentemente da assuntori creativi poiché causa azioni energizzanti e stimolanti.
  • Utopia Haze: dal sapore di menta e frutta, questa sativa causa un high celebrale intenso e prolungato.
  • Panama Haze: sativa ibrida che raggiunge concentrazioni di THC superiori al 20%, causando alterazioni psicoattive più profonde e prolungate.
  • Neville’s Haze: anche se è in prevalenza sativa, questa genetica può contenere fino al 21% di THC.
  • Durban: proveniente dal Sud Africa, questa varietà è molto versatile e presenta effetti psicoattivi con sapori di legno e liquirizia.
  • Jamaican Dream: in predominanza sativa, questa genetica Giamaicana provoca una leggera euforia, determinandone un effetto socializzante permanente.
  • Dr.Grinspoon: creata ad Amsterdam, questa genetica sativa pura al 100% è ideale per il consumo diurno con effetti in grado di incanalare le capacità creative.
  • Kali Mist: sativa dalle fragranze di pino ed erbe fresche, è in grado di stimolare un effetto psicoattivo lucido, aumentando le capacità di produttività.

Cannabis ruderalis: la “canapa russa”

La cannabis ruderalis, anche chiamata “canapa russa”, al contrario delle varietà indiche e sative, non è destinata alla produzione di marijuana poiché possiede un contenuto di THC e CBD estremamente basso ed irrilevante sia da un punto di vista medico che ricreativo. Le dimensioni della pianta sono molto ridotte, con altezze fino a mezzo metro ed un fusto che non presenta ramificazioni laterali. Questa varietà è utilizzata generalmente per creare incroci con altre specie.

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